12 Giugno 2009

L'irresistibile bisogni di comprare...

Alcune persone sono spinte ad acquistare molti oggetti pur non avendone bisogno e ci si chiede perchè. Loro stessi non capiscono il motivo, sono perfettamente coscienti dell'inutilità di questo comportamento, ma si sentono "spinti" da una fortissima ansia che si annulla solamente comprando oggetti. Questi soggetti non si devono però confondere con i classici "spendaccioni". Allora cerchiamo di dare una spiegazione a un comportamento apparentemente irrazionale. Ci sono molte interpretazioni psicologiche che spiegano i motivi che ci spingono a fare compere che vanno oltre i nostri bisogni oggettivi e sociali. I criteri diagnostici per questa dipendenza sono: quando il denaro investito per lo shopping è eccessivo per le proprie possibilità economiche; quando gli acquisti si ripetono più volte in una settimana; quando gli acquisti non sono necessari (profumi, lampade, abiti, scarpe,ecc.).
Quando si trova sempre una ragione valida per comprare è importante entrare in un negozio e uscire carichi: se ciò non avviene nascono ansia e frustazione. La "febbre di acquisto" coinvolge anche l'uomo, sia pure in forma minore della donna.
L'uomo compra simboli di prestigio: attrezzi sportivi, telefoninidi ultima generazione, vestiario, computer.
La compulsione è la caratteristica di questo disturbo: infatti chi è affetto dalla dipendenza da shopping afferma di sentirsi assalito dal bisogno urgente di comprare, è spinto dal tentativo di allevaire uno stato depressivo sottostante di cui non sempre è consapevole.
Questo comportamento può essere associato al gioco d'azzardo e alla cleptomania. La felicità e il sollievo che l'acquirente sente dopo gli acquisti vanno a colmare il vuoto di relazione e di autostima di cui soffrono, soddisfano blocchi psicologici e ferite narcisistiche rimosse dalla coscienza e vissuti di una mancanza interiore continua.
Cosa procura lo shopping compulsivo: stress, disagi sul lavoro, in famiglia, finanziari, sentimenti di colpa e di vergogna.
Il valore simbolico di questa dipendenza è costruire all'esterno la propria identità attraverso la "proprietà" di alcuni oggetti, considerati individualmente e socialmente come espressione di qualità vincenti.
Cosa fare per placare questa tensione interna: evitare di imporsi dei divieti, girare per i negozi senza acquistare niente nelle prime ore, lasciare a casa le carte di credito, domandarsi se davvero si ha bisogno di quel nuovo oggetto, pensare alle altre spese obbligate, tenere un diario degli acquisti, controllare ciò che si ha nell'armadio, favorire altre attività di svago.

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